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Utilizzo del PU3 (UCLA) per approntare una protesi

Utilizzo del PU3 (UCLA) per approntare una protesi

La paziente E.L. si è presentata presso il nostro studio con una rx-OPT e chiedendo di effettuare una protesi fissa con impianti, nonostante che più di qualche collega l`avesse scoraggiata in tal senso. Nella pianificazione del caso si sacrificavano 15-23-26 e 43, e dopo aver effettuato le cure adeguate al caso sugli altri elementi dentari, si decideva per l`inserimento di 8 impianti short-neck a vite.

Secondo la tecnica chirurgica standard tre impianti venivano posizionati in arcata inferiore zone 43-33-36, mentre per l`arcata superiore gli impianti venivano inseriti in zona 15-16-23-25-26 tra maggio e giugno 2001, essi avevano lunghezze variabili di 13 e 16 mm.
Per l`eccessiva sottigliezza delle cresta ossea si evitava l`inserimento in zona 21-22.

Siamo intervenuti prima in arcata inferiore realizzando 2 ponti in oro-ceramica 33-36 e 43-47 a dicembre 2001 con buon risultato estetico e funzionale, dopo che la rx-OPT di controllo aveva evidenziato un`ottima osteointegrazione di tutti gli impianti inseriti.
Le maggiori aspettative della paziente erano ovviamente riposte nella realizzazione del manufatto in arcata superiore.
Infatti a gennaio 2002 abbiamo riaperto i siti implantari con mucotomo circolare e sistemato le viti di guarigione in arcata superiore.

Dopo una monoimpronta eseguita con cucchiaio individuale e un polisilossano (flexitime), dai transfer il tecnico ha realizzato dei pilastri fusi e fresati ben assializzati tra loro con il parallelometro utilizzando i pilastri calcinabili UCLA PU3.

L`unico pilastro preformato non inclinato in titanio e fresato è stato quello sul 26.

Si decideva di dividere la protesi fissa superiore in due tra l`11 e il 12.

Dall`impronta di posizione dei pilastri alla realizzazione del manufatto si sono eseguite 2 prove di struttura; nella prima si evidenziava una difficoltà di inserzione del ponte di sinistra, poi eliminata previo sezionamento e risaldatura in posizione ideale.

La prova della ceramica-resina è stata eseguita con successo e per la gradevolezza del manuAfatto e per la soddisfazione della nostra paziente peraltro molto tenace.

Il manufatto protesico è da 13 a 23 in oro ceramica mentre la restante parte è in oro resina, soluzione scelta:

1) per non creare eccessivo traumatismo occlusale;

2) per evitare il classico rumore della masticazione ceramica/ceramica.

Pertanto dopo accurata registrazione occlusale, il lavoro protesico è stato finito e cementato con cemento provvisorio.

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